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IL GIOCO TEST DEI COLORI PER CAPIRE IL TUO BAMBINO Fai il test dei colori al tuo bambino: metodi
Tratto dal libro di Paola Federici "LA MAGIA DEI COLORI" edito da Crayola. Per gentile concessione dell'autrice ).

Scoprire di quale colore è il vostro bambino non è così semplice né immediato. Occorre un po’ di pazienza e molto spirito di osservazione.
Illustrerò qui di seguito una serie di metodi molto pratici, di facile applicazione da parte dei genitori. Leggete con attenzione ognuno di tali procedimenti e cominciate da quello che vi isopira di più, in modo istintivo. Se volete che il vostro bambino proceda in modo spontaneo e sciolto, cominciate con l’essere naturali e spontanei voi stessi.
Tenete presente poi che un metodo soltanto non basta, perché i genitori sono così coinvolti a livello emotivo che proporre una sola volta il gioco della scelta dei colori, può condurre a risposte non valide. Il fatto che si tratti di un gioco vi dà la possibilità di giocare più volte col vostro bimbo, inventandovi anche giochi a squadre, coinvolgendo amichetti in modo da rendere entusiasmante per i bambini il gioco che proponete. Ricordate che più sapete proporvi con naturalezza e più il bambino darà risposte valide e attendibili.
Per questi motivi, è bene proporre al bambino il gioco della scelta dei colori più volte e con metodi diversi. Tra tutti, non tralasciate mai i due metodi della “sagoma coi colori amici”, e l’osservazione dei suoi disegni spontanei. In aggiunta potete poi scegliere almeno uno o due dei metodi proposti nei paragrafi seguenti.
A. Osserva i suoi disegni spontanei
Materiale:
- disegni spontanei del bambino
- vostra capacità di osservazione
Come genitori scrupolosi, non vi sarà difficile prestare attenzione ai disegni del vostro bambino, soprattutto a quelli spontanei. Infatti i disegni scolastici sono troppo spesso standardizzati, talvolta viene chiesto di riempire coi colori disegni già prestampati. In tal caso non ci sarà molto da scoprire se i disegni non vengono dal cuore del vostro bambino.
Potete invece procedere così: raccogliete i disegni che il vostro bambino realizza spontaneamente a casa, da solo o con gli amici, anche quelli che sembrano scarabocchi senza senso, o quelli non finiti. Insomma, non gettate via niente.
Dopo alcuni mesi, stendete i disegni sul pavimento fino a riempirlo. Se non ci stanno tutti, ripetete l’operazione più volte fino a prendere visione di tutti gli elaborati. Vi accorgerete, dopo aver allenato un po’ gli occhi, che vi sono alcuni colori principali che il vostro bambino usa più spesso. Poi vi renderete conto che c’è un colore che il bambino utilizza più di tutti gli altri. Bene, avete individuato abbastanza facilmente il colore preferito dal vostro bambino, o, al massimo, i due colori preferiti, nel caso che i suoi disegni presentino sempre due colori maggiormente utilizzati. La scelta dei colori non è infatti sempre legata alla realtà, soprattutto i bambini più piccoli, in età di scuola materna, se sono lasciati liberi nella scelta, rappresentano la loro realtà interiore più di quella esterna. Di conseguenza non meravigliamoci di cieli rossi e di prati azzurri, più il bambino è piccolo più esprime le proprie emozioni attraverso i colori. Ecco perché i disegni colorati spontaneamente sono veri e propri messaggi del vostro bambino.
B. Osserva qual è il pastello o il pennarello più consumato
Materiale:
- i pennarelli o i pastelli già usati del vostro bambino
- vostra capacità di osservazione
Un secondo metodo, che sarà utile per darvi maggior sicurezza è quello del pastello più consumato. Se il bambino usa in prevalenza i pennarelli, potrete verificare quale sia quello, o quelli, che finiscono prima degli altri. I più corti saranno i colori preferiti dal vostro bambino, perché vengono usati e scelti più spesso.
Un tempo le cartolerie vicino alle scuole usavano vendere pennarelli e pastelli sfusi, oltre che nelle normali confezioni. Evidentemente le mamme si erano già accorte di questo fenomeno e volevano rimpiazzare i colori finiti con altri nuovi, senza acquistare una nuova confezione. Quasi tutti i bambini hanno infatti in casa più confezioni di pastelli, tutti mescolati. Ebbene, se ci fate caso, di alcune tonalità c’è grande abbondanza, come il nero, il grigio, il viola, il marrone. Di altri c’è sempre invece , un gran bisogno: di solito sono il rosso, il giallo, l’azzurro a mancare per primi. La maggior parte dei bambini ama molto questi colori vivaci. Ma ne parleremo nel prossimo paragrafo.
C. Scegli il pennarello che ti piace di più
Materiale:
- scatola di pennarelli nuovi completa di tutti i colori
- fogli o album da disegno bianchi
Colori necessari: rosso, giallo, verde, blu, viola, marrone, nero, grigio, rosa, azzurro, arancione.
E’ un metodo che può apparire un po’ rigido e assoluto, ma che diventa molto utile coi bambini più piccoli, che di solito hanno difficoltà a compiere una scelta tra molti colori. Dai 2 ai 3-4 anni suggerisco questa metodica, al fine di avere una risposta il più possibile attendibile. Infatti, più il bambino è piccolo più ha difficoltà a percepire la richiesta che gli viene fatta. La scelta gerarchica di più colori del tipo “fai una scaletta dei colori, mettendo al primo posto quello che ti piace di più e vai via gli altri nell’ordine di preferenza” se può essere capita da un bambino di 7-8 anni e oltre, per un bambino di 2, 3 anni è davvero improponibile. La conseguenza sarebbe una risposta di colore poco attendibile, quindi scarsamente valida per l’interpretazione.
Una volta che il piccolo ha scelto il suo colore preferito, lo invitate a fare un disegno utilizzando soltanto quel colore. Se il bambino, mentre disegna, dovesse chiedere un ulteriore colore, concedetegli questa possibilità. Potreste al limite chiedergli a cosa gli serve. Poi lo lasciate lavorare. Al termine del disegno, osserverete però la prevalenza dell’uno e dell’altro colore: talvolta il secondo colore potrebbe essere quantitativamente più presente di quello scelto per primo. In questo caso, prenderete in considerazione ambedue i colori, il più presente è il prevalente anche nella lettura dei significati.
D. Scegli i due o tre pennarelli che ti piacciono di più
Materiale:
- scatola di pennarelli nuovi completa
- fogli o album da disegno bianchi
In questo caso optiamo per una scelta limitata dei colori, che va bene sia per i bambini piccoli sia per i più grandicelli. Questo metodo consente di avere un ventaglio ridotto di colori, è utile coi bambini indecisi, che di fronte alla richiesta di compiere una scelta si sentono in difficoltà .In realtà, quando chiediamo ai bambini di scegliere liberamente i loro colori preferiti, la maggior parte di essi ne estrae solo alcuni, in genere tre, al massimo quattro.
In seguito gli chiederete, come al solito, di fare un disegno, quello che vuole, solo con questi colori.
E. Il collage dei colori amici.
Creiamo una sagoma e circondiamola dei colori preferiti
Materiale:
- alcuni cartelloni o fogli di carta grandi
- pennarelli dei 10 colori (V. paragrafo precedente)
- carta colorata da collage
- colla
- forbici
Colori necessari: rosso, giallo, verde, blu, viola, marrone, nero, grigio, rosa, azzurro, arancione
Questa modalità attrae e incuriosisce i bambini, perché li coinvolge in prima persona in modo diretto.Si comincia proponendo, come al solito, un gioco al vostro bambino. Se i bimbi sono due o tre, meglio ancora, il piccolo gruppo crea la giusta tensione e maggior coinvolgimento. Poi ci procuriamo qualche cartellone o foglio di carta abbastanza grande tipo cartellone e lo stendiamo in terra, su una stuoia o direttamente sul pavimento se è di legno o di linoleum. Collochiamo davanti al bambino uno dei grandi fogli di carta formato cartellone, i pennarelli e lo invitiamo a disegnare se stesso. Ovviamente questo gioco potrà essere fatto da bambini sufficientemente grandi da capire la richiesta.
A un bambino delle scuole elementari possiamo chiedere senza problemi “attento, adesso ti propongo un gioco” e poi dirgli con chiarezza: “disegnati” oppure “disegna te stesso”. E’ fondamentale che il bambino non si senta costretto entro spazi ristretti come potrebbero essere , ad esempio, la superficie di un tavolino o uno spazio dove fare attenzione per non sporcare, come è importante non insistere nel far disegnare il bambino se in quel momento non ne ha voglia o se è intento a fare qualcos’altro.
Se il bambino è piccolo, a partire dai 2 anni e mezzo , 3 anni è comunque possibile condurre a termine il gioco e dirgli: “Adesso facciamo un gioco insieme, io e te. La mamma fa il suo gioco e tu il tuo, e dopo ci regaliamo i disegni”. Poi: “Disegna……e aggiungiamo il nome stesso del bambino, per esempio Andrea, Giovanna, ecc. Disegnati più bello che puoi”
Quando il bambino avrà terminato la sua sagoma gli presenteremo le carte da collage precedentemente ritagliate in cerchi rotondi del diametro di alcuni centimetri, non troppo grandi né troppo piccoli rispetto alla dimensione della sagoma. Si collocheranno davanti a lui tutti i rotondi di carta con tutti i colori del gioco- test e gli si chiederà: “ Qui ci sono tanti colori, come vedi. Ce ne sono di amici, i più amici sono quelli che ti piacciono di più e che vuoi molto vicino a te. Magari anche a dormire nel tuo letto la sera insieme a te e al tuo orsetto”.
“Adesso metti i colori amici vicino a te, sul cartellone, i più amici li metti vicini vicini, gli altri più lontani. Quelli brutti, che non ti piacciono, ancora più lontani. “
Una volta che il bambino ha eseguito e sarà ben sicuro delle collocazioni, si potrà procedere, insieme a lui, a incollarli.
A parte, voi mamme e papà, prendete nota di quali colori il bambino ha sistemato per primi, se ha avuto incertezze e rispetto a quali colori e se ha verbalizzato mentre effettuava le sue scelte. Scrivete ciò che dice mentre disegna e sceglie i “colori amici”. Raccoglierete informazioni molto preziose per la comprensione del vostro bambino.
La fiaba dei colori amici
Un proseguimento interessante del gioco potrà essere chiedere al bambino, se è in grado (dipende dall’età) di inventare una fiaba sui colori amici . Voi la scriverete mentre la racconta. Il consiglio è di rileggervela con calma un paio di giorni dopo: ormai avete preso le distanze dalla carica emotiva che potrebbe aver suscitato in voi. Mentre la leggete, cercate di capire dietro le righe: come agiscono i diversi colori? Chi potrebbe essere l’eroe? Chi il “cattivo”? C’è anche una vittima? Andate a vedere in quale posizione il vostro bambino aveva collocato i colori-personaggi : se i più vicini sono i colori-eroi o se i più lontani sono i colori cattivi. Insomma, potete cercare i principali significati simbolici delle scelte compiute da vostro figlio e ciò vi aiuterà a capirlo ancora un po’ di più.
Potrete poi divertirvi a chiedergli perché alcuni colori sono amici e altri no e scrivete – o registrate – le sue risposte. Ovviamente se il bimbo è molto piccolo dovrete saltare questi ultimi passaggi, sia la fiaba che le motivazioni.
Avrete raccolto comunque abbastanza materiale per saperne di più sulle emozioni e sul vissuto del vostro bambino.
F. Adesso, cara mamma e caro papà, fate voi il vostro test
Materiale:
- come per il collage e la sagoma
“E perché mai?” – vi chiederete – anche noi genitori dovremmo sottoporci al test? Non è un gioco per bambini? “
Ebbene, cari genitori, ancora due parole, prima di cominciare a divertirvi insieme ai vostri figli. Il gioco-test dei colori qui descritto non è nato come un gioco per bambini. Questa è una delle tante varianti che diversi autori – e anch’io nei vari libri che ho dedicato al gioco dei colori – hanno proposto . Il gioco deriva dal suo capostipite, Max Luscher, che negli anni ’40 ne iniziò le ricerche. Oggi il test dei colori di Luscher è ampiamente divulgato e in uso tra gli psicologi come test di tipo clinico, è stato ampiamente sperimentato nelle Università e, se bene utilizzato, fornisce informazioni preziose sulle dinamiche di personalità degli individui.
La variante da me proposta in questo libro è, come già detto, un gioco. E come tale va considerato, poiché pochi sono i genitori psicologi e in grado di conoscere il test di Luscher in modo approfondito. Inoltre, anche coloro che fossero psicologi, sanno molto bene che è preferibile non sottoporre personalmente i propri figli a tests, bensì ricorrere a esperti esterni, perché i genitori sono sempre coinvolti a livello emotivo e finirebbero per vedere lucciole per lanterne.
Però il test è stato trasformato in tutte le sue fasi in un gioco, ne ho variato le modalità in modo da ottenere sì qualche informazione utile, ma sempre da un punto di vista del mettersi in gioco, del “fare insieme”. Ecco perché sarebbe meglio che anche mamma e papà facessero il gioco dei colori, perché fare insieme vuol dire porsi allo stesso livello del proprio bambino, almeno in questo frangente. Poi perché la scelta dei colori è valida anche per gli adulti e fornisce informazioni altrettanto utili anche per delle personalità adulte.
Infine, può essere utile sapere se siete genitori prevalentemente “gialli” o “verdi” o “rossi” o di altro colore, per capire quale sia la modalità di interazione prevalente che utilizzate con gli altri, quindi anche col vostro bambino.
Se per esempio vi trovate di fronte un bambino “rosso” e voi non sapete di essere genitori “rossi”, è probabile che non vi rendiate conto che anche voi tendete ad essere troppo impulsivi e irruenti, proprio come il vostro bambino. Saperlo in anticipo vi potrà aiutare a modificare quanto basta la relazione col piccolo e assumere qualche atteggiamento tipico del genitore “blu” in modo da equilibrare il rapporto ed evitare, quanto meno, inutili prese di posizione e atteggiamenti di “sfida” che non vi condurrebbero a nulla di costruttivo.
2. La Personalità attraverso i colori
Come procedere, una volta che avete completato i giochi dei colori col vostro bambino? Vi siete fatti un’idea del suo colore preferito? E’ importante non fermarsi a un solo colore. In realtà è abbastanza difficile limitare la selezione a un solo colore , perché vi troverete con dei disegni almeno bicolori o tricolori, inoltre accanto alla sagoma il bambino avrà collocato più colori amici. Insomma, i disegni monocolori sono sicuramente rari. Come procedere allora? Vi chiederete: “qual è il colore corrispondente al comportamento del mio bambino?”
Sono dubbi comprensibili che suggeriscono come sia impossibile catalogare le persone , anche se bambini, in schemi di riferimento rigidi e programmati..
Consideriamo allora almeno due colori, se è il caso anche tre, tra i prevalenti. Solo in seguito andremo a leggerne i significati, che corrisponderanno agli atteggiamenti e ai comportamenti del piccolo autore. Non vi sarà difficile selezionare due, tre colori, dal momento che avrete fatto con vostro figlio più di una prova: avete a disposizione una molteplicità di disegni spontanei dove prevarranno alcuni colori che si ripeteranno in quasi tutti i disegni, avete a disposizione i disegni guidati, cioè quelli dove gli è stato chiesto di disegnare solo con un colore, altri con due o tre colori preferiti. Avrete ripetuto questi giochi varie volte e vi sarete fatti un quadro del ventaglio di colori, che avrete ordinato a scaletta: il colore più presente sarà la prima scelta, il colore preferito in assoluto. Il colore successivo abbastanza presente sarà la sua seconda scelta, che fungerà di supporto alla prima. Ciò vuol dire che i comportamenti relativi al primo colore sono mitigati dai comportamenti legati al secondo colore. Se vi fosse un terzo colore costantemente presente nei disegni del bambino e collocato abbastanza vicino alla sagoma, si dovrà tenere conto anche di questo e delle relative spiegazioni a livello comportamentale.
Ne risulterà una descrizione di personalità molto duttile e variegata, variabile soprattutto nel tempo: non dimentichiamoci che stiamo parlando di bambini in evoluzione e ciò che può essere valido oggi può non esserlo più fra sei mesi. I due-tre colori daranno una descrizione delle diverse sfaccettature della personalità e una chiave di lettura più ampia, mentre se ci fermassimo ad un solo colore avremmo una descrizione rigida e un po’ robotizzata che avrebbe poco a che vedere con un bambino.
Faremo ad ogni modo delle esercitazioni insieme,nella seconda parte del capitolo “Psicologia dei colori” per abituarvi a una certa dimestichezza.
A. Come procedere
Capire quale sia il colore-guida del vostro bambino è sicuramente il problema più grande. Nel paragrafo precedente ho spiegato i metodi per arrivare a capire quale sia il colore preferito di ognuno, è però vero che spesso si dovrà optare per una lettura di almeno due colori base. Infatti è difficile che un bambino utilizzi sempre e solo un monocolore nei suoi disegni, anche se spontanei.
Intanto, cari genitori, fate un po’ di allenamento nell’osservare tanti e tanti disegni. Più ne avrete davanti più vi farete l’occhio, meno sbaglierete.
B. L’atteggiamento dei genitori
E’ fondamentale che manteniate un atteggiamento rilassato coi vostri bambini, sia quando vi accingete a proporre il gioco dei colori, sia quando cercate di fare una vostra analisi dei colori. Tutto dovrà essere un gioco, limitatevi a pensare questo, lasciate ogni velleità di fare “gli psicologi della domenica”, per non finire tristemente a etichettare vostro figlio. Questo libro, occorre essere espliciti, non trasforma in psicologi i genitori, bisogna che ne siate consapevoli. E’ un aiuto simpatico, un divertimento in più per giocare coi colori insieme ai vostri bambini, avere qualche informazione in più per conoscere i suoi messaggi.
Tuttavia ho dovuto per un bisogno di chiarezza , mantenere un filo conduttore chiaro e leggibile, ho preferito fornire un percorso di analisi dei comportamenti infantili in relazione ai colori preferiti. Ciò va preso con saggezza, direi perfino con una certa leggerezza mentale. Non fatevi prendere né dall’ansia di aver scoperto chissà quali anomalie nel vostro bambino, né tanto meno di voler trarre conclusioni affrettate . Sarebbe un pessimo metodo: gli esseri umani di qualunque età siano, non possono essere inquadrati, classificati, incasellati all’interno di schemi precostituiti.
Premesso ciò, leggetevi le caratteristiche emergenti di personalità che emergono dai diversi colori base. Poi selezionate dopo attenta analisi almeno due colori che si ripetono costantemente e con maggior frequenza nei disegni del vostro bambino, verificate le scelte anche con gli altri metodi suggeriti – dal pastello più consumato alla sagoma delle carte colorate – e solo alla fine di questo percorso, potrete azzardare qualche lettura. Attenzione, non ho detto azzardare conclusioni! Ma solo camminare in punta di piedi nel rispetto del vostro bambino e della sua personalità in costante cambiamento ed evoluzione.
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